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UNASAMNON C'E' SALUTE SENZA SALUTE MENTALEL'U.N.A.SA.M., Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, è una Federazione che nasce a Roma nel 1993 per volontà delle Associazioni di famigliari promotrici, impegnate in gran parte del territorio nazionale.La storia delle nostre Associazioni inizia a Torino nel 1967 con la lotta al Manicomio di Grugliasco, si sviluppa sensibilmente nei primi anni '80 (dopo l'approvazione della Legge di Riforma Psichiatrica n°180), con la formazione di un Coordinamento Nazionale delle Associazioni. E' negli anni '90 che si matura la decisione di dare maggiore forza alla nostra organizzazione con l'obiettivo di promuovere azioni concrete e proposte per sensibilizzare le forze politiche e le istituzioni affinché sia rispettato il diritto alle cure dei nostri familiari e il diritto alla salute mentale di tutti i cittadini. Oggi l'U.N.A.SA.M. è la più importante rete nazionale di Associazioni per la Salute Mentale. Riunisce 15.000 famiglie, in 150 associazioni, in 19 regioni d'Italia. .
Lo spot dell´U.N.A.Sa.M. in occasione della Giornata Nazionale per la Salute MentaleLa lettera aperta dell´U.N.A.Sa.M.Attraverso la diffusione di questo nuovo Spot, l´Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, impegnate su tutto il territorio nazionale, intende avviare una campagna di sensibilizzazione e attenzione sul tema della Salute Mentale e sulla necessità che il Governo Nazionale e i Governi regionali rimettano, sulla propria agenda politica, tale questione quale prioritaria per il benessere della comunità, oggi più che mai chiamata a sostenere e gestire un processo di cambiamento prezioso e delicato. L´Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute mentale come uno stato di benessere nel quale il singolo è consapevole delle proprie capacità, sa affrontare le normali difficoltà della vita, lavorare in modo utile e produttivo ed è in grado di apportare un contributo alla propria comunità. In Italia tanto si è fatto a partire dalla Legge di Riforma Psichiatrica n°180, ma ancora tanto si deve fare. E´ necessario un ulteriore passo avanti nel processo di civiltà che ha portato alla chiusura degli ospedali psichiatrici, vanno migliorati i servizi territoriali di salute mentale orientando le pratiche e le risorse verso processi di ripresa e percorsi emancipativi. Va riconosciuto e agito il diritto fondamentale di cittadinanza, la partecipazione attiva delle persone che vivono la condizione della sofferenza mentale al proprio processo di cura, la partecipazione consapevole e responsabile dei familiari e della collettività. Le pratiche in salute mentale devono tendere al miglioramento concreto della qualità della vita e devono essere abbandonate misure coercitive lesive della libertà e della dignità della persona umana. Senza salute mentale non c´è salute e senza rispetto e condivisione non c´è possibilità di ripresa. Guarire quindi si può, ma occorre uno sforzo collettivo e una presa di coscienza profonda delle istituzioni e della società.
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