U.N.A.SA.M Onlus
Unione Nazionale delle Associazioni
per la Salute Mentale
Considerazioni su un fatto di cronaca
La tragedia di Via Filippo Turati a Roma ha colpito profondamente
l'opinione pubblica: le reazioni non possono essere se non di
dolore e di pietà per tutte le persone coinvolte, il povero ragazzo
e le sue innocenti vittime. Passato il primo momento di sgomento
e di disorientamento dobbiamo tuttavia collocare questa tragedia
nel suo giusto contesto per non incorrere in pericolose generalizzazioni
e nella tentazione di soluzioni dettate dall'emozione più che
dalla ragione.
Nonostante la grande risonanza mediatica e, purtroppo, la morbosa
enfasi con la quale si indugia su certi particolari, si tratta
di fatti assolutamente eccezionali nell'ambito delle persone con
sofferenza mentale: le statistiche dimostrano senza ombra di dubbio
che tali fatti non sono commessi da esse con maggiore frequenza
rispetto alle persone "normali". Certamente in molti
casi possono essere evitati, qualche volta appartengono alla sfera
dell'imponderabile. Più che demonizzare la persona malata e sbattere
il "mostro" in prima pagina dobbiamo porci il problema
di una presa in cura delle persone con sofferenza mentale; si
tratta di alcuni milioni in Italia e sappiamo che anche i casi
più gravi se curati in maniera appropriata possono raggiungere
una soddisfacente qualità della vita ed essere inseriti nella
vita sociale e lavorativa. Ciò implica però l'esistenza e il buon
funzionamento di una rete di strutture diffuse nel territorio,
aperte 24 su 24 ore che siano in grado di offrire alle persone
sofferenti e alle loro famiglie una presa in cura precoce e continuativa.
Purtroppo, nonostante la istituzione dei dipartimenti di salute
mentale, esistono ancora in Italia gravissime carenze dei servizi
territoriali che riescono a prendere in cura soltanto una piccola
parte dei pazienti; da ciò derivano situazioni di abbandono che
a loro volta sono alla base di processi di aggravamento e di cronicizzazione
anche in molti giovani che potrebbero essere invece avviati con
successo alla riabilitazione e alla inclusione sociale.
Ancora più complessi e delicati sono i problemi della presa in
cura nei disturbi che insorgano nell'infanzia e nell'adolescenza
e che interferiscono più profondamente nella crescita e nella
maturazione: si passa anche qui da situazioni di abbandono e di
grande solitudine delle famiglie a pratiche di medicalizzazione
selvaggia in cui l'analisi e la soluzione del problema nei suoi
molteplici aspetti (medici, sociali, familiari) sono sostituite
dall'uso e abuso di psicofarmaci e di pratiche di contenimento
più o meno coercitive. Si realizzano così situazioni e contesti
che mettono ulteriormente a rischio il paziente con produzione
di sintomi e di sindromi che sono più il risultato dell'effetto
degli psicofarmaci che non della malattia. Anche in questi casi
l'assoluta insufficienza dei servizi di tutela della salute mentale
in età evolutiva è alla base di aggravamenti e di ulteriori sofferenze.
E' su questo terreno che le associazioni degli utenti e delle
famiglie chiedono interventi più mirati, del resto previsti dalla
vigente normativa, che implicano però la destinazione di risorse
che oggi sono invece in gran parte assorbite da pratiche spesso
inappropriate, soprattutto di ricovero, gestite troppo spesso
da privati.
Sono questi, anche, i problemi di fondo sui quali l'opinione pubblica
dovrebbe avere maggiori elementi di informazione e di consapevolezza
ed è su questi aspetti che vorremmo richiamare, ancora una volta,
l'attenzione delle Istituzioni e dei mezzi di comunicazione di
massa.
Ufficio Stampa Unasam
Dott.Girolamo Digilio
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Comunicato stampa
La tragedia di Via Filippo Turati a Roma deve far porre ancora
una volta l'attenzione sulla grave insufficienza dei Servizi per
la presa in cura delle persone con sofferenza mentale anche in
età evolutiva. Si passa spesso dall'abbandono dei pazienti e delle
loro famiglie a inappropriate pratiche di medicalizzazione selvaggia
con uso ed abuso di psicofarmaci e di altre pratiche di contenimento
più o meno coercitive che in molti casi aggravano la situazione.
L'UNASAM-Onlus, Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute
Mentale richiama ancora una volta le competenti Istituzioni all'urgente
necessità dell'adeguamento dei servizi di tutela della salute
mentale ai reali fabbisogni della popolazione come previsto dalla
vigente normativa.
Ufficio Stampa Unasam
Dott.Girolamo Digilio
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