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L' U.N.A.SA.M.
Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale
RIBADISCE
la sua totale condivisione
dei principi ispiratori della Legge di riforma 180/833
RITIENE
che i P.O.N. del 1994
/96 e del 1998 /2000, elevati a Decreti Presidenziali, abbiano
costituito e tuttora costituiscano un indispensabile strumento
normativo ed operativo per tali principi
TESTIMONIA
che nelle Regioni, Province
e singole località dove i progetti hanno avuto attuazione, sono
stati raggiunti risultati soddisfacenti, sia col superamento
degli Ospedali psichiatrici pubblici, sia sul piano socio-sanitario
della riabilitazione e dell'avvio al lavoro, dando così prova
e conferma della validità della Legge e delle norme attuative
stabilite nei progetti.
RILEVA
che tuttavia si è verificata
una frammentazione ed inadeguatezza di interventi da parte di
alcune Regioni o singole ASL che hanno disatteso il P.O., motivando
tale comportamento con scarsità e precarietà di risorse, mancanza
di strutture, incompletezza degli organici. Tale stato di cose
ha determinato conseguenze pesanti, quantitative e qualitative
nelle attività dei Dipartimenti, sul territorio e soprattutto
nella presa in carico e nella gestione dei casi difficili, con
particolare riferimento ai malati non collaborativi, causando
una ricaduta di carichi insostenibili su molte famiglie.
Quanto esposto, in positivo e in negativo, dimostra all'evidenza
l'assurdità di attribuire alla Legge le conseguenze della mancata
attuazione della Legge stessa, mentre le responsabilità vanno
cercate nelle inadempienze e disfunzioni ai vari livelli del
circuito.
SOSTIENE
che per dare risposte
giuste ed urgenti al diritto dei cittadini sofferenti di disturbi
psichici di fruire su tutto il territorio nazionale dei Livelli
Essenziali di Assistenza e di adeguati progetti terapeutici
individuali, garantiti dalla Costituzione e previsti nei P.O.,
non occorre una nuova Legge; e tanto meno una che derivi dalla
proposta dell'On. Burani Procaccini in discussione presso la
XII Commissione Affari Sociali della Camera, proposta verso
la quale rinnoviamo la nostra convinta e motivata opposizione,
già esposta nell'audizione in Commissione del 31/1/2002, per
il suo impianto antiriformista, l'espropriazione di compiti
spettanti, a nostro avviso, ad altri organismi pubblici, quali
l'Osservatorio e le Regioni, e perché demanda alle Forze dell'Ordine
compiti prettamente sanitari
( TSO ), perché fondata su un'ottica di puro controllo sociale,
e perché comporterebbe un aggravio di spese per le quali non
viene indicata l'adeguata copertura. Va aggiunto il rischio
grave di suscitare nella pubblica opinione, ma soprattutto nei
malati e nei famigliari, aspettative illusorie e fallaci.
CHIEDE
al Parlamento, al Governo,
alle Regioni, per loro rispettive competenze, di sintonizzare
gli interventi, anche al fine di evitare eventuali conflitti
istituzionali, e di trovare soluzioni calibrate, introducendo
nelle norme vigenti quelle innovazioni e/o integrazioni suggerite
dalle esperienze maturate, così da consentire il pieno dispiegarsi
della Riforma nell'interesse di tutta la Comunità nazionale.
L'U.N.A.SA.M. che, per proprio statuto e coerente operatività,
è rigorosamente apartitica
CONFIDA
che l'annosa "questione
della salute mentale", divenuta emergenza, venga risolta
in spirito di concordia, evitando il formarsi di schieramenti
contrapposti le cui conseguenze negative ricadrebbero sui malati
e le loro famiglie, che attendono invece da quanti hanno responsabilità
in merito, Istituzioni e persone, ad ogni livello, un impegno
di coscienza e di altissimo contenuto etico di giustizia e di
solidarietà.
Il Presidente
(Ernesto Muggia)
Milano,
20 novembre 2002
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