| "DI TUTTO ABBIAMO BISOGNO TRANNE CHE..."
La legge 180/1978 fa parte del patrimonio culturale democratico
e di civiltà di questo paese. Quand'anche approvata sulla spinta
di un referendum e per lungo tempo disapplicata, rappresenta
una conquista irreversibile di diritti irrevocabili.
In questi anni lentamente, troppo lentamente, ha trovato graduale
applicazione nel nostro paese. Occorre rafforzare ogni strumento
amministrativo, finanziario, organizzativo utile a realizzarne
compiutamente presupposti e indicazioni.
Occorre rendere operativo l'accordo Stato - Regioni e il vincolo
del 5% del Fondo Sanitario da destinare ai Servizi di salute
mentale , generalizzare i modelli organizzativi sviluppati in
alcune aree del paese con caratteristiche di esemplarità, potenziare
Centri di Salute Mentale aperti anche 24 ore su 24, promuovere
piccole residenze protette, cooperative sociali, strutture e
risorse per l'inserimento lavorativo, pronti soccorso presso
gli ospedali generali. Che siano approntati servizi di assistenza
domiciliare, offerti sostegni psicologici, sociali, assistenziali,
ed economici alle famiglie e soprattutto agli utenti, interventi
di qualità del privato sociale, ecc.
Molto serve: quel che non serve affatto è cambiare la legislazione,
provocando arretramenti culturali organizzativi e sul piano
dei diritti di cittadinanza che ci riporterebbero al secolo
scorso.
Innumerevoli prese di posizione del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità, di società scientifiche, di organizzazioni
non governative hanno sottolineato in questi decenni il valore
e la portata della legislazione psichiatrica italiana: impegneremo
Governo, Regioni, Parlamento, ASL, forze sociali, professionisti,
associazioni no profit a sostenere la legge 180 contrastando
devastanti proposte di modificazione e promuovendo lo sviluppo
forte della sua applicazione in ogni area del paese.
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