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Roma, 4 ottobre
2001
CONSULTA NAZIONALE PER LA SALUTE
MENTALE
promossa dalla Funzione Pubblica Cgil, Psichiatria Democratica,
UNASAM, ARCI, Cittadinanza Attiva, insieme a Caritas Italiana
in qualità di invitato permanente
COMUNICATO STAMPA
180: no a guerre di religione,
si realizzi quanto già previsto, non occorrono nuove leggi
La Consulta ritiene che la situazione
attuale di inadeguatezza non vada affrontata con modifiche della
legge 180 che, come le proposte in discussione alla Camera,
rischiano di reintrodurre una logica di emarginazione della
persona con gravi disturbi psichici, considerata, in modo scientificamente
arbitrario, pericolosa per sé e per gli altri e da escludere
dalla società.
Invece di investire ingenti risorse per aprire nuove strutture
segreganti con depauperamento dell'assistenza territoriale la
Consulta chiede di attuare con le stesse risorse i risultati
della I Conferenza Nazionale sulla Salute Mentale, il progetto
obbiettivo tutela della salute mentale ed in particolare quanto
previsto nel Documento della Conferenza dei Presidenti delle
Regioni a firma dell'On. Ghigo.
Riaprire oggi una anacronistico dibattito ideologico sulla legge
180 rischia di eludere le vere problematiche della quotidianità
di chi soffre e di chi cerca di dare risposte adeguate e concrete
ai bisogni reali di salute mentale.
Peraltro le evidenze scientifiche e la stessa Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) sostengono la validità della psichiatria
di comunità che si ispira ai principi della legge 180: territorio
e ambiente di vita, oltre ai diversi aspetti biologici, psicologici
e sociali della malattia mentale.
Se l'obbiettivo è una integrazione sociale e sanitaria, centrata
sulla persona oltre che sulla malattia, offrendo anche opportunità
di casa e di lavoro, c'è allora bisogno che le esperienze positive
di attuazione del progetto obbiettivo diventino realtà su tutto
il territorio nazionale.
E questo si realizza senza bisogno di nuove leggi psichiatriche,
ma con un impegno di tutti gli attori interessati ed in primo
luogo delle istituzioni.
La Consulta chiede pertanto al
Ministro della Salute:
- La proroga del progetto obbiettivo
tutela della salute mentale 1998 - 2000 (Pon) anche per il
triennio 2001 - 2003 e monitoraggio della sua attuazione a
livello Regionale
- L'immediata utilizzazione dei
fondi già destinati dall'art. 98 della legge finanziaria 2001
per un programma nazionale di comunicazione e di informazione
contro lo stigma e il pregiudizio sulla salute mentale (1
mld), e per la realizzazione in ciascuna Regione di progetti
di prevenzione per la salute mentale, aventi ad oggetto, in
particolare, interventi in ambiente scolastico e interventi
di promozione per la collaborazione stabile tra medici di
base e dipartimenti di salute mentale (3 mld), e loro rifinanziamento
per l'anno 2002
- Il monitoraggio per il 2001
della destinazione di almeno il 5% dei fondi sanitari delle
Regioni per le attività del Dipartimenti di Salute Mentale
e delle risorse rese disponibili dalla utilizzazione del patrimonio
degli ex ospedali psichiatrici
- Il Commissariamento delle Regioni
inadempienti già possibile con la vigente normativa
- L'attivazione a livello nazionale
di un coordinamento interministeriale e con le altre istituzioni
interessate per l'elaborazione, il monitoraggio e l'attuazione
dei complessi impegni riguardanti la salute mentale
La Consulta chiede pertanto alle
Regioni:
- Il rinnovo dell'impegno di
destinare anche per il 2001 almeno il 5% dei Fondi sanitari
regionali per le attività di promozione e tutela della salute
mentale
- L'attuazione delle Conferenze
Regionali sulla Salute Mentale quale luogo di progettualità
condivisa con ricadute operative e di integrazione tra gli
aspetti sanitari e sociali
- Il conferimento a tutti i direttori
generali di Asl di obbiettivi attuativi del Pon con incentivazioni
e verifiche
- L'attuazione dell'atto di indirizzo
e coordinamento sull'integrazione sociosanitaria
La Consulta chiede pertanto al
Parlamento:
- Il rifinanziamento, nell'ambito
della finanziaria 2002, del fondo per la salute mentale, già
istituito con l'art. 98 della finanziaria 2001, con la somma
di 20 miliardi.
- L'integrazione dell'art. 80
della legge finanziaria 2001 (n. 339 del 23/12/2000) con l'introduzione
nella finanziaria 2002 della possibilità del riconoscimento
dei benefici per i familiari di persone handicappate in situazioni
di gravità anche a coloro che da oltre cinque anni sono stati
già riconosciuti invalidi per la stessa patologia valutata
come grave ai sensi della legge sull'handicap 104/92.
- L'approvazione di una buona
legge sull'Amministratore di sostegno
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